Storia  -  Fotografie  -  Cori  -  Filmati  -  Gemellaggi  -  News
Comunicati  -  Corioni vattene  -  Brescia 1911  -  Email  -  Home

CORIONI VATTENE

Ogni volta che il Brescia ottiene qualche risultato positivo ci sentiamo chiedere il perché di questo striscione. Sebbene rispettiamo le opinioni di tutti i tifosi, a patto che siano volte a fare il bene del Brescia e non del suo presidente, che si chiami egli Corioni oppure Pincopallino (noi tifiamo solo per il Brescia), ribadiamo che la nostra contestazione alla società Brescia Calcio ed in particolare a chi la rappresenta, non dipende certo da qualche sconfitta né, soprattutto, da una eventuale retrocessione, alla quale noi non abbiamo mai pensato, neanche nei momenti più difficili. Crediamo, infatti, nella potenzialità della squadra allestita per questo campionato. Pensiamo, fra l’altro, che il Brescia meriterebbe qualcosa di più di quello che ha in questo momento e, se non fosse per certe scelte tecniche (non si saprà mai se dell’allenatore o del presidente) che hanno caratterizzato il campionato fino alla partita con l’Atalanta, ora saremmo probabilmente più tranquilli. Sicuramente si è speso più del necessario per acquistare giocatori voluti fortemente e che oggi vediamo raramente in campo (ed anche in tribuna); giocatori con contratti e stipendi tutt’altro che leggeri e che incideranno sul bilancio del Brescia ancora per qualche anno; giocatori a fine carriera, oppure prestati in cambio di opzioni sui nostri migliori giovani che, “incedibili”, saranno probabilmente venduti per risanare il bilancio. Non ultime vengono poi quelle “promesse” del calcio straniero di cui tanto si parlava all’inizio di stagione (e che dovevano essere il futuro del Brescia), che si sono rivelate, “ma va”…., delle autentiche schiappe. Tutto questo alla faccia di chi pensa solo a salvarsi (“e poi vedremo”) e grazie soprattutto a chi considera il Brescia un bene unico della famiglia Corioni e non piuttosto patrimonio di una città e di una provincia come è nel resto d’Italia. Per chi ha poca memoria ricordiamo che Corioni, alla fine dello scorso campionato, coerente con la linea presa dalla società negli ultimi due anni (linea che ci aveva convinti perfino a togliere il sopraccitato striscione), promise pubblicamente un allenatore di programma ed una squadra che non sarebbe stata stravolta, bensì rafforzata e, soprattutto, ringiovanita. A noi, “privatamente”, promise fra l’altro che avrebbe migliorato l’organizzazione societaria con professionisti seri e capaci, per non commettere più gli errori del passato che tanto ci avevano fatto incazzare. A noi, infatti, interessava più una società che rispettasse la dignità di tutti i tifosi e che desse delle garanzie per il futuro, più che l’imminente promozione. Ci ritroviamo, invece, con una società che, come in passato, sta dimostrando la sua “pochezza” in ogni caso che affronta: basta pensare alla vicenda di Bonazzoli, alla disparità degli abbonamenti, ai prezzi dei biglietti di Curva Nord, alle dichiarazioni di Mazzone sui tifosi del Brescia, ai comunicati deliranti dell’addetto stampa, al rapporto giocatori-tifosi, al caso Paparesta e conseguente squalifica, ecc. ecc. Corioni conosce comunque benissimo il significato di questo striscione e dovrebbe ringraziarci del fatto che non abbiamo ancora reso pubblico anche ciò che è successo al termine dello scorso campionato, prima che scoppiassero le violente contestazioni nei suoi confronti (non è detto che in futuro non si decida di raccontare a tutti questi fatti). Soprattutto Corioni sapeva già che quello striscione sarebbe ricomparso, nello stesso momento in cui fece quelle promesse, visto che, come ha recentemente ammesso, non aveva alcuna intenzione di mantenerle; semplicemente prendeva tempo in vista magari di qualche “avvenimento” che ci avrebbe “convinti” a smettere la protesta. Se non bastassero queste motivazioni, chiediamo a chi ci accusa di essere strumentalizzati o, peggio ancora, pagati, di domandarsi perché dovremmo continuare questa battaglia, nella quale abbiamo tutto da perdere, quando potremmo tranquillamente “rimetterci” alla bontà del presidente, capace, come ha già dimostrato, di gesti molto generosi con chi lo difende. Più il tempo passa e più siamo convinti che non è appoggiando Corioni in ogni sua cazzata che si fa il bene del Brescia. Ci piacerebbe quindi che anche chi non viene più allo stadio per protesta, lo facesse insieme a noi (alla faccia di chi vorrebbe che ce ne stessimo a casa), perché soltanto con le contestazioni si cambiano le cose e si ottiene rispetto, soprattutto quando si ha a che fare con una società come la “nostra”. Sempre col Brescia, ma sempre contro Corioni. Brescia, aprile 2001

SCARICA IL COMUNICATO